L'emergenzismo della crisi economica creata è tendente all'attrazione di politiche che sottovalutano i grandi valori umani, il rispetto delle persone e delle diversità in nome di un "possibile, rapido e necessario" cambiamento e appoggiando, così, personaggi e movimenti senza scrupoli. Situazione socio-economica ben conosciuta e già verificatesi in precedenza con reazioni molto simili. Attenzione ai rischi e alle "Reazioni" che la situazione economica e socio-politica può portare, reagendo con gli occhi accecati. Il fine non giustifica i modi e la castrazione dei valori umani e del rispetto, che solo questi valori e rispetto possono creare, potenziandoli, una società migliore.
mercoledì 4 giugno 2014
Rispetto
L'emergenzismo della crisi economica creata è tendente all'attrazione di politiche che sottovalutano i grandi valori umani, il rispetto delle persone e delle diversità in nome di un "possibile, rapido e necessario" cambiamento e appoggiando, così, personaggi e movimenti senza scrupoli. Situazione socio-economica ben conosciuta e già verificatesi in precedenza con reazioni molto simili. Attenzione ai rischi e alle "Reazioni" che la situazione economica e socio-politica può portare, reagendo con gli occhi accecati. Il fine non giustifica i modi e la castrazione dei valori umani e del rispetto, che solo questi valori e rispetto possono creare, potenziandoli, una società migliore.
martedì 27 maggio 2014
Libertà
Libertà
Eravamo i più
soli e incompresi eppure avevamo chi ci amava e avevamo di che sfamarci. Allora
avevamo la nostra anima e questa voleva trasformarsi, essere diversa ed era
sempre diversa e normale. Si pensava di essere quello, o questo, ma alla fine,
magari anche per poco, eravamo tutto e si sa che anche in un secondo si può
dare verità reale a questo o quello. Una vita fatta di secondi e di mistero, ma
anche questa è povertà, e allora rassegniamoci alla povertà che è grande e fa
l’uomo: forse così avremo meno paura, ma non togliamo l’amore. Siamo parte di
Gaia, della madre natura, essa è divina come lo siamo noi, però vogliamo dimenticare
questa spiritualità, distaccarci; questo è forse necessario per fare quello che
facciamo ogni giorno? Abbiamo staccato gli occhi dal sangue usando i soldi,
entrando negli ipermercati, nell’ambizione, nell’arrivismo, nelle medaglie, nel
dimostrare, nei lustrini, nell’accecante religione della scienza, nella nostra
micro-visione. E lo spirito di ciò che ci circonda? ...delle piante, spesso eliminate senza motivo;
degli animali, che ci stupiscono solo perché vediamo dei cani in macelleria, in
vendita? e non ci stupisce il consumare carne tutti i giorni: che nemmeno gli
ultimi abitanti delle foreste osano fare. Rendere logica al cammino sulla Terra: piccole
mattonelle spostate dal mattino a sera, nei nostri rifugi collegati col mondo.
Da dove possiamo cominciare a osservare come l’aquila, a imparare a farlo,
vedere l’insieme, capire le forme, le necessità, la madre che sostiene il
nostro peso.
lunedì 19 maggio 2014
Insalate di plastica
Insalate di
plastica
Se un’insalata è di “erba” come può sembrare di plastica? Uno yogurt
come può avere solo sapore di zucchero ma più forte dello zucchero? Se vogliamo
fare i raccoglitori dobbiamo raccogliere frutta e erbe, verdure, radici; non
possiamo certo raccogliere “roba” in scatola, portarla a casa e metterla nel
microonde e poi mangiarla, o, ancora peggio, prendere nel fast food, andare a
casa e mangiare. Dobbiamo imparare qual è il sapore vero, perché altrimenti
distruggiamo la mente e il corpo e tutti gli organi e questo ci porta a non
vivere bene e a pensare che siamo depressi, ecc. O addirittura a non accorgerci
di niente, ma proprio di niente; tutto si ottura: la mente, il buonumore, la
voglia di camminare. [continua]
sabato 17 maggio 2014
Cibo e Fantasilandia
Cibo e Fantasilandia
“Adesso che faccio? Mangio una merendina”. “Buona, tra poco ne mangio
un’altra, adesso guardo se sono arrivati messaggi”. “Fammi vedere se c’è ancora
coca nel frigo; sta finendo, devo dire a mamma di comprarla”. “Che c’è in tv?
Guardo qui, là, aspetta e quello cos’è? Ecco adesso è finita la coca…”. “Bello
questo. Buone quelle! Che ci sarà a cena? Finite anche le merendine”. “Chi è
che rompe le palle, ah sì, è quella di sotto”. “Ciao, guarda questo video,
fico, no? Ciao ci vediamo”. “Adesso devo fare i compiti”. Più tardi. “Anche
stasera mamma è in ritardo”. “Ciao amore sono qui, adesso ti preparo la cena,
ho le tenerone, quelle buone croccanti con dentro anche il formaggio e il
tandorino cangiante!”. “Buooone, e anche le patatine? Hai comprato la coca?” “Sì
a tutto, ho anche le merendine, il salamino e i wurstel!”. “Anche i gelati?”.
“Sì”. “Bene. Adesso mi mangio un wurstel col formaggio come antipasto!”. “Amore
vai ad aprire cha hanno suonato”. “Buonasera, c’è tua madre?”. “Arrivo!”. “Salve
signora. Purtroppo, a causa dell’aumento vertiginoso di obesità infantile,
l’aumento di malattie mortali di origine cardiovascolare e cardiocircolatoria,
i forti squilibri mentali nei giovani e negli adulti e i problemi
gastrointestinali e allergologici, i disturbi del sonno, ecc. Per questi motivi
le devo consegnare una multa per deviazione di minori, introduzione alla
cibo-dipendenza, induzione di tv-droga, somministrazione di bevande tossiche
che inducono dipendenza e di cibo velenoso”. “E a quanto ammonta”. “Non è
pagabile col denaro, consiste in un corso per lei e suo figlio, con relativi
esami finali: per imparare il valore dei cibi e le modalità nutrizionali appropriate, alimentazione
corretta, cos’è la tv, i danni per la salute dei cellulari. In quanto al
lavoro, obbligheremo il suo datore di lavoro a darle orari più flessibili, e
suo figlio farà il corso a scuola”.
L’Ubriacone e l’Oste
L’ubriacone
e l’oste
Un problema rilevante del nostro vivere è spesso la paura, nelle sue
varie forme e trasformazioni. Spesso si razionalizza, davanti a una paura, in
un modo demagogicamente pulito, facile da far accettare alla massa
illusoriamente dominante, facendo leva sui bisogni primari delle persone, come
il lavoro, la salute, la sicurezza, la religione… (“potresti perdere il
lavoro…, “quelli ti attaccano qualche malattia pericolosa”, “Quella è gente
violenta perché non è della nostra religione e poi sono senza lavoro”, ecc.).
Ma forse, ancora più in profondità, di questa paura, possiamo trovare un senso
di colpa e un conseguente sentimento scomodo, imbarazzante. Ecco, questo
sentimento, diciamo, rimosso, risiede nella vecchia e potente Europa, che
conquistò con la forza il resto del mondo per poterlo sfruttare in tutti i modi
e mantenerlo alle proprie dipendenze. Poi passò, in parte, il potere, in
maniera più o meno volontaria, ad altri che portarono avanti, ampliarono e
modernizzarono il dominio e lo sfruttamento democratizzato per il mantenimento
del regime di vita capitalistico. Adesso tutti abbiamo paura, paure nuove si
sono aggiunte a quelle vecchie. Il vecchio padrone del mondo barcolla e in una
masochistica danza dell’ubriaco, sembra non fermarsi; forse qualcuno in alto
offre ancora da bere a chi è già sbronzo e ride aspettando la sua lenta caduta.
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